Dallo scorso novembre saldaPress ha stipulato un contratto di esclusiva pluriennale (quello che in termini tecnici si definisce un master contract) con la Skybound di Robert Kirkman. L’esclusiva ci consentirà non solo di continuare a pubblicare The Walking Dead ma anche di dare alle stampe nuovi titoli ideati da Kirkman o concepiti con la sua supervisione.
Skybound, oggi una delle realtà più dinamiche e innovative del fumetto americano e internazionale, è l’etichetta editoriale fondata nel 2010 all’interno di Image Comics dallo stesso Robert Kirkman.
Cosa significa in concreto l’accordo tra saldaPress e Skybound? Che presto, insieme ai nuovi volume della serie The Walking Dead, arriveranno in Italia sotto il marchio dei "saldatori" tutte le serie inedite targate Skybound, da Witch Doctor e Thief of thieves fino a The Brit, Clone, Guarding the globe e Super Dinosaur.
Ma significa anche che torneranno con una nuova veste editoriale Invincible e The Astounding Wolf Man, due creature partorite dall’immaginazione di Kirkman e finora pubblicate in Italia da altri editori.
Il balzo verso il cielo è appena iniziato!
Come sa benissimo qualsiasi appassionato del genere horror, esistono “medici” di ogni tipo. Quelli che si occupano di curare i pazienti utilizzando i metodi della medicina occidentale, gli sciamani, gli esorcisti, i cialtroni e una serie di altri guaritori dai poteri più o meno efficaci.
Un caso a parte è il dr. Vincent Morrow, uno stregone, uno scienzato che studia e conosce le forze occulte che infettano il mondo e lo fanno ammalare. Insomma, come recita il nome del fumetto, il dr. Morrow è un Witch Doctor. Anzi è Witch Doctor, l’unico, inconfondibile protagonista di una delle serie a fumetti più ironiche, divertenti e inquietanti degli ultimi anni, scelta da Robert Kirkman nel 2010 per inaugurare Skybound, l’etichetta da lui creata all’interno di Image Comics con l’intenzione di avviare la pubblicazione di properties originali e totalmente nuove.
“In ogni pagina si incontra un personaggio nuovo, si visita un posto diverso, si viene introdotti a un nuovo concetto” ha scritto Kirkman nella introduzione al primo volume di questa nuova serie, intitolato Sotto i ferri. “E, secondo la mia modesta opinione, in questa serie è tutto dannatamente avvincente. Quello che state per leggere è uno straordinario capolavoro realizzato da due creatori dotati di molto talento, Brandon Seifert e Lukas Ketner”.
Difficile non fidarsi del creatore di The Walking Dead, Invincible e di altri capolavori del fumetto contemporaneo. Ma, se per caso non vi fidate, provate a immaginare un personaggio a metà tra Dr. House – con la stessa vena di geniale follia e la stessa impeccabile competenza – e Dr. Who – con la stessa stramba propensione all’avventura e uno sense of humor da sfoderare di fronte alla catastrofe – conditeli con atmosfere da commedia alla Gosthbusters e avrete ottentuto la miscela che rende l’opera di Seifert & Ketner un piatto prelibato per lettori dal palato sopraffino.
Non siete ancora convinti? D’accordo, allora pensate al contesto in cui è costretto a muoversi il Dr. Morrow, accompagnato dagli assistenti Eric Gast (un comune paramedico) e Penny Dreadful (una paziente molto particolare, utilizzata come... sedativo vivente): il mondo è letteralmente malato. L’intero universo è una creatura vivente e i mostri delle leggende (vampiri, demoni, fate, folletti) ne sono i parassiti. Il sistema immunitario della Terra – l’umanità – è da sempre in guerra contro il soprannaturale. Ma per combattere una malattia non servono soldati: servono dottori. Medici in grado di aggredire questa selva di infezioni inimmaginabili e di sconfiggerle, proprio come fa il Dr. Vincent Morrow, radiato dall'albo e spesso ai ferri corti anche con chi si occupa di arti oscure.
“In questo fumetto, quando girate pagina, non vi chiedete come il cattivo verrà sconfitto” ha scritto ancora Kirkman, “vi chiedete se verrà sconfitto. E saprete che durante il cammino tutto può accadere. Adorerete Witch Doctor!”.
Ma prima di cominciare ad adorarlo dovrete acquistare il volume: 132 pagine a colori, al prezzo di 13.50 euro.
L’Apocalisse è in agguato, avrete bisogno di un buon medico. Vi abbiamo avvertiti.
“Volete leggere un buon libro? Perché non a fumetti?” Un interrogativo serissimo che si sta finalmente insinuando anche nel mondo della cultura e dei salotti letterari. Il fumetto, da giornaletto utile semplicemente per far passare un'ora di treno, sta finalmente trovando il proprio riscatto culturale iniziando a essere considerato un vera e propria forma narrativa, al pari dei romanzi. La questione è stata ripresa anche da Repubblica grazie al giornalista Luca Raffaelli, sull’onda della candidatura in Gran Bretagna di due libri a fumetti ai Costa Book Award e della decisione del Booker Prize di aprire alle graphic-novel.
Ripartiamo da qui, rilanciando con convinzione. Ma come? Unendo le voci di due giovani case editrici come Bao Publishing e saldaPress che, insieme, firmano questo comunicato per mostrare a chi ancora non ne è a conoscenza due casi di romanzi di successo, anche se a fumetti. Le due punte di diamante di Bao Publishing e saldaPress – i volumi di Zerocalcare e la saga zombie di The Walking Dead – contengono grandi storie che stanno raccogliendo un’attenzione fuori dal comune. Sono storie di successo, amatissime anche da una generazione spesso bollata, ingiustamente, di essere composta solo da lettori deboli. In entrambi i casi si tratta di narrazioni innovative che, se da una parte arricchiscono il panorama dello storytelling di una nuova vitalità, dall’altra ottengono anche ottimi risultati di vendita non solo all’interno del circuito delle librerie specializzate in fumetto ma anche nelle librerie di varia, arrivando oggi ad occupare posizioni di rilievo nelle classifiche dei best-seller di realtà importanti come IBS e Amazon.
Insomma, molto più di quanto ci si potrebbe aspettare dalle lettura dei tradizionali dati di vendita e diffusione relativi al libro in Italia. Per esempio i libri di Zerocalcare stanno raggiungendo le 50 mila copie e, nel complesso, i volumi dell’edizione paperback di The Walking Dead hanno da tempo superato le 80 mila copie. Così saldaPress e Bao rilanciano insieme: perché non cominciare il 2013 con un libro a fumetti? Ciò che Bao e saldaPress hanno in mente è una scommessa con il mondo letterario: costringere a forza di numeri l’establishment culturale italiano a riflettere su un fenomeno ampio che è quello del fumetto e che oggi ha in Zerocalcare e nella saga zombie creata da Robert Kirkman due dei casi più eclatanti, due esempi di quegli orizzonti nuovi che, grazie al fumetto, si stanno aprendo nel panorama dell’intrattenimento e della narrazione nel nostro Paese. Bao e saldaPress sono agguerrite e fiere del proprio lavoro. Per questo hanno scelto di collaborare per amplificare questo messaggio: un libro? Compratelo a fumetti.
Come i lettori di The Walking Dead sanno bene, da alcuni mesi è iniziata la pubblicazione della saga zombie di Robert Kirkman nella versione da edicola. Ad aprile è uscito il sesto albo della serie, intitolato I morti viventi, che segna un punto di svolta nella tormentata lotta per la sopravvivenza dei personaggi che popolano il mondo in balìa dell'apocalisse zombie.
Ma c'è un'altra ragione per cui l'uscita di aprile è particolarmente interessante e, a suo modo, unica.
Il volume contiene, infatti, una vera e propria chicca: la seconda parte di un'intervista esclusiva a Robert Kirkman.
Grazie alla collaborazione tra Repubblica XL e saldaPress è stato infatti possibile raggiungere telefonicamente l’autore della saga zombie più amata del pianeta e rivolgergli alcune domande. Le prime risposte sono disponibili sul numero di aprile di Repubblica XL, mentre le successive compaiono appunto sull’albo numero 6 di The Walking Dead.
Si tratta di una grande occasione per scoprire alcuni dettagli del lavoro di Kirkman e capire meglio le motivazioni che, a dieci anni dalla pubblicazione del primo numero, ancora oggi lo spingono a portare avanti le vicende di Rick Grimes e degli altri personaggi della saga.
I numerosi impegni e le continue richieste rendono infatti molto complicato poter raggiungere l’autore americano, impegnato in numerosi progetti, tra cui la collaborazione alla serie tv che ha da poco visto concludersi la terza stagione con un nuovo record di ascolti.
Quindi, per leggere l’intervista completa a Robert Kirkman non vi resta che acquistare questo mese XL e l’albo numero 6 della serie a fumetti. Due piccoli gesti che potranno contribuire a diffondere ulteriormente il contagio del momento: quello dei morti viventi.
Immaginate una storia classica, in cui un gruppo di persone si trova nei guai e non sa come venirne fuori. Grossi guai. Una storia carica di tensione in cui la domanda che il lettore si pone di continuo è: “Ce la faranno?”. Raise the dead è quel genere di storia. Lo conferma anche l’opinione di Max Brooks, autore di Manuale per sopravvivere agli zombie e dell’introduzione al primo volume: “A pagina 3 il mio atteggiamento era: ‘Mmm... promette bene’. Raggiunta la metà era più del tipo: ‘Ehi, aspetta un attimo...’ e, mentre si avvicinava la fine, ero in pieno: ‘No! Non andare là dentro! Cosa vi passa per la testa, coglioni!’.
Ero completamente preso: Raise the dead mi aveva portato proprio dove mi voleva”.
Raise the Dead è l’opera in cui gli sceneggiatori Leah Moore e John Reppion - in coppia nella vita e nel lavoro - coadiuvati dai disegni di Hugo Petrus e Guiu Vilanova fanno rivivere in versione fumetti il canone romeriano dei morti viventi, attualizzandolo e inserendo al suo interno alcune originali variazioni sul tema. Un gruppo di persone molto diverse tra loro si trovano al centro dell’apocalisse zombie e devono provare a sopravvivere. La furia omicida dei non-morti non risparmia nessuno e i più deboli sono destinati a soccombere. Il contagio dilaga e i superstiti iniziano a domandarsi se sia davvero tutto finito, se l’umanità si sia ridotta a sparuti gruppi di esseri umani malconci in balia della catastrofe o se ci sia una soluzione, un porto sicuro a cui approdare. Solo collaborando, fronteggiando i propri demoni, i propri limiti e le proprie virtù ognuno dei protagonisti potrà sperare di farcela. Per scoprire forse, alla fine, che ogni principio di distruzione o rinascita ha origine nel loro stesso cuore.
Una storia classica, che rispetta in maniera magistrale la lezione di George A. Romero: suspense, horror e lotta per la sopravvivenza. Una storia che morde, letteralmente.